C’è un profumo che non si dimentica mai: quello del risotto che sobbolle piano, dell’ossobuco che si scioglie nella sua gremolada, del pane appena sfornato che riempie una stanza intera. Per noi, quel profumo ha un nome: si chiama nonna Emilia.
Viale Padova, anni ‘70
Milano era un’altra città. Operai, artigiani, commercianti: gente che lavorava duro e che, all’ora di pranzo, aveva bisogno di un posto dove sedersi, tirare il fiato e mangiare qualcosa di vero.
In viale Padova, nonna Emilia quel posto l’aveva creato. La sua era una latteria come ce n’erano tante allora a Milano: una piccola bottega con cucina, pochi tavoli, nessuna pretesa. Solo buon cibo, porzioni generose e quella capacità tutta milanese di far sentire le persone a casa propria anche quando erano lontane da casa.
Le sue ricette non le aveva imparate sui libri. Le portava dentro, tramandate di mano in mano, di cucina in cucina. E ogni giorno le rimetteva sul fuoco per chi ne aveva bisogno.
Il sogno di Corrado
Quel fuoco non si è mai spento. Alla fine degli anni ‘90, Corrado, il figlio di Emilia (e mio papà), decide di raccogliere quella fiamma e portarla più lontano. Con altri soci, apre quattro ristoranti tra Piazza Duomo e il quartiere Brera: il cuore di Milano, il posto dove la città si mostra al mondo.
Tra questi c’è l’Hosteria Tipica La Cadrega: un nome già tutto milanese, già tutto nostro. Per oltre un decennio, Corrado porta avanti quella tradizione di cucina e ospitalità che aveva visto nascere tra i fornelli di sua madre. La scala, la dimensione cambiano; l’anima resta la stessa.
Il ritorno alle origini
Poi è arrivato il mio turno. Io sono Marco, e quando ho preso in mano questo ristorante sapevo già cosa volevo fare: tornare indietro. Tornare a nonna Emilia, alle sue ricette, a quella cucina milanese senza fronzoli che nutre davvero.
Ho cambiato il nome (da Hosteria a Alla Cadrega - Trattoria Bistrot) non per voltare pagina, ma per scriverne una nuova, restando fedele a tutto quello che c’era prima. Ho ripescato i piatti della tradizione, quelli che nonna Emilia cucinava per gli operai di viale Padova, e li ho rimessi al centro della tavola.
Perché alla fine, dopo tre generazioni, la risposta è sempre la stessa: la cosa più importante è sedersi insieme e mangiare bene.
Ti aspettiamo, ciappa ona Cadrega!
Ti aspettiamo Alla Cadrega
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